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<channel><title><![CDATA[Pace per Gerusalemme - news]]></title><link><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news]]></link><description><![CDATA[news]]></description><pubDate>Fri, 29 Dec 2023 13:27:56 +0100</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[Mozione comunale per il cessate il fuoco a Gaza e per una pace giusta in Israele-Palestina]]></title><link><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news/mozione-comunale-per-il-cessate-il-fuoco-a-gaza-e-per-una-pace-giusta-in-israele-palestina]]></link><comments><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news/mozione-comunale-per-il-cessate-il-fuoco-a-gaza-e-per-una-pace-giusta-in-israele-palestina#comments]]></comments><pubDate>Sun, 12 Nov 2023 21:21:46 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.pacepergerusalemme.com/news/mozione-comunale-per-il-cessate-il-fuoco-a-gaza-e-per-una-pace-giusta-in-israele-palestina</guid><description><![CDATA[Per reagire ad uno dei momenti pi&ugrave; drammatici della storia palestinese vogliamo condividere uno strumento concreto, scritto da noi in collaborazione con il Forum trentino per la pace e i diritti umani, che possa dare a chiunque la possibilit&agrave; di attivarsi nei propri territori: il testo di una mozione di solidariet&agrave;, per il cessate il fuoco a Gaza e per una pace giusta in Israele-Palestina.&nbsp;Condividetela, riadattatela al vostro contesto e proponetela ai vostri consiglier [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">Per reagire ad uno dei momenti pi&ugrave; drammatici della storia palestinese vogliamo condividere uno strumento concreto, scritto da noi in collaborazione con il Forum trentino per la pace e i diritti umani, che possa dare a chiunque la possibilit&agrave; di attivarsi nei propri territori: il testo di una <strong>m</strong><strong>ozione di solidariet&agrave;, per il cessate il fuoco a Gaza e per una pace giusta in Israele-Palestina</strong>.&nbsp;<br />Condividetela, riadattatela al vostro contesto e proponetela ai vostri consiglieri comunali, provinciali o regionali. Che tacciano le armi!<br /><br /></div>  <div><div style="margin: 10px 0 0 -10px"> <a title="Download file: proposta_mozione_su_gaza_per_consiglio_comunale_nazionale.docx" href="https://www.pacepergerusalemme.com/uploads/4/9/7/0/49704827/proposta_mozione_su_gaza_per_consiglio_comunale_nazionale.docx"><img src="//www.weebly.com/weebly/images/file_icons/rtf.png" width="36" height="36" style="float: left; position: relative; left: 0px; top: 0px; margin: 0 15px 15px 0; border: 0;" /></a><div style="float: left; text-align: left; position: relative;"><table style="font-size: 12px; font-family: tahoma; line-height: .9;"><tr><td colspan="2"><b> proposta_mozione_su_gaza_per_consiglio_comunale_nazionale.docx</b></td></tr><tr style="display: none;"><td>File Size:  </td><td>23 kb</td></tr><tr style="display: none;"><td>File Type:  </td><td> docx</td></tr></table><a title="Download file: proposta_mozione_su_gaza_per_consiglio_comunale_nazionale.docx" href="https://www.pacepergerusalemme.com/uploads/4/9/7/0/49704827/proposta_mozione_su_gaza_per_consiglio_comunale_nazionale.docx" style="font-weight: bold;">Download File</a></div> </div>  <hr style="clear: both; width: 100%; visibility: hidden"></hr></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Nakba, 74 anni dopo]]></title><link><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news/nakba-74-anni-dopo]]></link><comments><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news/nakba-74-anni-dopo#comments]]></comments><pubDate>Sun, 15 May 2022 22:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.pacepergerusalemme.com/news/nakba-74-anni-dopo</guid><description><![CDATA[Anche quest&rsquo;anno, come in un fenomeno carsico, il conflitto israelo-palestinese &egrave; riemerso nelle cronache e sugli schermi dei mezzi d&rsquo;informazione a seguito di un mix esplosivo di fattori detonanti che hanno accompagnato le settimane in cui si sono affastellati il mese sacro del Ramadan, la Pasqua ebraica e quelle cristiane e poi ancora il 74&deg; anniversario della Nakba, il 15 maggio. Ancora una volta le tensioni interne al governo e alla societ&agrave; israeliane sono state [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><span style="color:rgb(34, 34, 34)">Anche quest&rsquo;anno, come in un fenomeno carsico, il conflitto israelo-palestinese &egrave; riemerso nelle cronache e sugli schermi dei mezzi d&rsquo;informazione a seguito di un mix esplosivo di fattori detonanti che hanno accompagnato le settimane in cui si sono affastellati il mese sacro del Ramadan, la Pasqua ebraica e quelle cristiane e poi ancora il 74&deg; anniversario della Nakba, il 15 maggio. <br /><br />Ancora una volta le tensioni interne al governo e alla societ&agrave; israeliane sono state espiate intensificando l&rsquo;oppressione del popolo palestinese, con mesi di soprusi, demolizioni e sequestri di case, incursioni militari nei territori occupati e arresti. In occasione del mese di digiuno e preghiera le autorit&agrave; israeliane hanno di nuovo scelto di umiliare non solo i palestinesi ma l&rsquo;intera comunit&agrave; islamica che si raccoglie intorno alla moschea di al-Aqsa, picchiando e lanciando lacrimogeni fin dentro i luoghi sacri mentre impedivano arbitrariamente l&rsquo;accesso ai fedeli con la complicit&agrave; dei gruppi ultranazionalisti ebraici che marciavano sulla spianata delle moschee. <br />Ci&ograve; ha innescato una escalation di reazioni e violenze che purtroppo sono arrivate a prendere anche la forma di omicidi e attacchi da parte di persone isolate ai danni della popolazione israeliana. In questi attacchi si legge tutta la tragicit&agrave; della situazione. La frustrazione di una popolazione soggiogata e brutalizzata si incanala e distilla in alcuni gesti estremi nei quali la violenza omicida e suicida -distruttiva e autodistruttiva- appare sempre pi&ugrave; come un disperato tentativo di fuga da una situazione senza via d&rsquo;uscita che come un percorso di lotta. <br />In effetti molto ci sarebbe da riflettere sulla cosiddetta <em>agency</em>&nbsp;dei palestinesi, sulla loro possibilit&agrave; di agire negata tanto nei fatti dalle forze di occupazione quanto nell&rsquo;immaginario dalle narrazioni occidentali, che relegano gli oppressi a comparse prive di coscienza e volont&agrave; collettiva, ignorando o non comprendendo affatto i movimenti sociali popolari e generazionali in corso. Ne ha parlato in maniera stimolante la dottoranda Tamara Taher in un <a href="https://orientxxi.info/magazine/articles-en-italien/contro-il-linguaggio-dell-umanizzazione-per-il-linguaggio-della-dignita,5613" target="_blank">saggio pubblicato su Orient XXI</a>, spiegando che anche la retorica della resilienza pu&ograve; contribuire ad indebolire la lotta all&rsquo;autodeterminazione del popolo palestinese.&nbsp;<br /></span><br /><span style="color:rgb(34, 34, 34)">La condotta di Israele, seppur parte di un consolidato meccanismo denunciato da innumerevoli report internazionali, tra cui l&rsquo;ultimo di Amnesty International, si &egrave; svelata agli occhi del mondo intero in seguito all&rsquo;<strong>assassinio della reporter Shireen Abu Akleh</strong>, icona del giornalismo palestinese. Il dolore per l&rsquo;uccisione dell&rsquo;inviata che documentava un&rsquo;incursione dell&rsquo;esercito israeliano nel campo profughi di Jenin &egrave; stato se possibile reso ancor pi&ugrave; insopportabile dalle menzogne e manipolazioni che tutti i livelli delle istituzioni civili e militari israeliane hanno cercato di diffondere per non riconoscere le proprie responsabilit&agrave;, per arrivare poi al culmine con le immagini oscene delle cariche al corteo funebre e delle granate stordenti lanciate in direzione della bara.&nbsp;<br /></span><br /><span style="color:rgb(34, 34, 34)">&Egrave; evidente che le disumanizzanti politiche di occupazione hanno in parte raggiunto l&rsquo;obiettivo. Le forze armate e una parte della societ&agrave; israeliana non riconoscono ai palestinesi nemmeno il diritto e la minima, ancestrale dignit&agrave; umana di celebrare un funerale. La paura e la diffidenza reciproca delle due comunit&agrave; non possono che aumentare, e gli unici a beneficiarne sono gli apparati che prosperano nella dimensione di guerra permanente. <br /><br />&#8203;A maggior ragione in un momento come questo &egrave; necessario rafforzare la nostra solidariet&agrave;, dimostrando ai palestinesi che la loro dignit&agrave; &egrave; anche la nostra dignit&agrave;, e che difenderla &egrave; una questione morale che riguarda anche noi. Allo stesso tempo occorre ascoltare e amplificare la voce di quegli israeliani e di quegli ebrei che non si riconoscono in questa spirale pericolosa e degradante e nelle politiche di apartheid. I nostri sforzi di pace e di giustizia, in tempi in cui la guerra si manifesta in forme e intensit&agrave; che non avremmo immaginato, devono essere pi&ugrave; forti ed estesi che mai. E lo sforzo non pu&ograve; prescindere il lavoro interiore e politico di decolonizzazione del nostro stesso sguardo.</span><br /></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Un'oasi di pace di Palestina - Pace, uguaglianza e sostenibilità a Beit Ummar]]></title><link><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news/unoasi-di-pace-di-palestina-pace-uguaglianza-e-sostenibilita-a-beit-ummar]]></link><comments><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news/unoasi-di-pace-di-palestina-pace-uguaglianza-e-sostenibilita-a-beit-ummar#comments]]></comments><pubDate>Wed, 09 Mar 2022 23:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.pacepergerusalemme.com/news/unoasi-di-pace-di-palestina-pace-uguaglianza-e-sostenibilita-a-beit-ummar</guid><description><![CDATA[Come Pace per Gerusalemme stiamo portando avanti un progetto al quale teniamo moltissimo. Si tratta di una&nbsp;raccolta fondi per il&nbsp;teatro e centro giovanile di Beit Ummar, un piccolo villaggio a nord di Hebron, in una delle zone pi&ugrave; calde dei Territori palestinesi occupati.Abbiamo conosciuto Bessan e Mousa, responsabili del Centre for Freedom and Justice (CFJ), associazione impegnata nella creazione di questo piccolo angolo di serenit&agrave; e cultura per i giovani della zona. I  [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">Come Pace per Gerusalemme stiamo portando avanti un progetto al quale teniamo moltissimo. Si tratta di una<span>&nbsp;</span><strong>raccolta fondi per il</strong>&nbsp;<strong>teatro e centro giovanile di Beit Ummar</strong>, un piccolo villaggio a nord di Hebron, in una delle zone pi&ugrave; calde dei Territori palestinesi occupati.<br />Abbiamo conosciuto Bessan e Mousa, responsabili del Centre for Freedom and Justice (CFJ), associazione impegnata nella creazione di questo piccolo angolo di serenit&agrave; e cultura per i giovani della zona. I progetti che portano avanti sono entusiasmanti e abbiamo deciso di sostenerli.<br />Ecco il video della serata di presentazione del progetto che abbiamo organizzato.&nbsp;<br />Ospite d'eccezione, oltre a&nbsp;<strong>Mousa Abu Maria</strong>, fondatore del Center for Freedom and Justice, anche <strong>Michael Davis</strong>, rabbino pacifista residente a Chicago, che ha condiviso con noi le sue esperienze di attivista per la pace e i diritti umani.<br />Buona visione! <a href="https://www.youtube.com/watch?v=DLY8AoHJeow" target="_blank">CLICCA QUI</a></div>  <div class="wsite-youtube" style="margin-bottom:10px;margin-top:10px;"><div class="wsite-youtube-wrapper wsite-youtube-size-auto wsite-youtube-align-center"> <div class="wsite-youtube-container">  <iframe src="//www.youtube.com/embed/DLY8AoHJeow?wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Intervista ad Eitan Bronstein Aparicio]]></title><link><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news/intervista-ad-eitan-bronstein-aparicio]]></link><comments><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news/intervista-ad-eitan-bronstein-aparicio#comments]]></comments><pubDate>Sat, 14 Nov 2020 23:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.pacepergerusalemme.com/news/intervista-ad-eitan-bronstein-aparicio</guid><description><![CDATA[ Eitan Bronstein Aparicio &egrave; un attivista, educatore e filosofo israeliano. Ha fondato l&rsquo;ONG Zochrot e successivamente il progetto artistico-politico &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; De-colonizer. Attualmente vive a Bruxelles con la moglie e il figlio. Lo abbiamo intervistato sulla situazione dell'attivismo pacifista israeliano contrario all'occupazione.&nbsp;D: Sembra che nella societ&agrave; israeliana le speranze di invertire la rotta politica si stiano dissolvendo: se &egrave; v [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:right;height:0px'></span><span style='display: table;width:232px;position:relative;float:right;max-width:100%;;clear:right;margin-top:11px;*margin-top:22px'><a><img src="https://www.pacepergerusalemme.com/uploads/4/9/7/0/49704827/editor/foto-eitan.jpeg?1605377220" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;">Eitan Bronstein Aparicio &egrave; un attivista, educatore e filosofo israeliano. Ha fondato l&rsquo;ONG <a href="https://zochrot.org/" target="_blank">Zochrot </a>e successivamente il progetto artistico-politico &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; <a href="https://www.de-colonizer.org/who-we-are" target="_blank">De-colonizer</a>. Attualmente vive a Bruxelles con la moglie e il figlio. Lo abbiamo intervistato sulla situazione dell'attivismo pacifista israeliano contrario all'occupazione.<br />&nbsp;<br />D: <em>Sembra che nella societ&agrave; israeliana le speranze di invertire la rotta politica si stiano dissolvendo: se &egrave; vero che le difficolt&agrave; economiche dovute alla pandemia hanno stimolato alcune proteste antigovernative, dall&rsquo;altro lato il dibattito politico sulla pace e sull&rsquo;occupazione langue, e molti attivisti pacifisti israeliani, tra cui te e la tua famiglia, hanno lasciato o stanno lasciando Israele. Puoi darci la tua impressione?&nbsp; </em><br />R: Per rispondere a questa domanda devo parlare di diversi aspetti: il primo &egrave; un fenomeno sociologico, ovvero il sentimento diffuso di disillusione e disperazione che c'&egrave; ora in Israele. Negli ultimi decenni, praticamente da quando Bibi Netanyahu &egrave; al potere e in particolare negli scorsi 5-10 anni, la maggior parte della societ&agrave; israeliana ha iniziato a non credere pi&ugrave; che si possa arrivare alla pace. Prima, quando un bambino nasceva, si augurava alla famiglia che non sarebbe andato a fare la leva militare perch&eacute; non ce ne sarebbe stato pi&ugrave; bisogno, ma ora questa frase non la pensa n&eacute; dice pi&ugrave; nessuno. Ora il pensiero comune &egrave; diventato: &ldquo;questa terra &egrave; tutta nostra, gli arabi non ci possono stare e se la guerra &egrave; il prezzo da pagare lo pagheremo&rdquo;.<br />Al contempo, nella parte di societ&agrave; israeliana che crede che lo Stato dovrebbe essere per tutti, ebrei e palestinesi con uguali diritti, la speranza &egrave; ai minimi storici e nessuno ha fiducia che la situazione possa cambiare e migliorare.<br />Guardiamo alle ultime elezioni per i cittadini israeliani [del marzo 2020, ndr]: non c&rsquo;era un programma politico che promuovesse un&rsquo;agenda sul futuro (giustizia sociale, accordi di pace, etc), il dibattito era sull&rsquo;avere o non avere Bibi al governo. L'opposizione e il governo hanno pi&ugrave; o meno lo stesso programma, non c'&egrave; una vera differenza tra la destra e quella che viene chiamata sinistra in Israele, infatti Benny Gantz ha alla fine accettato di costituire un governo di unit&agrave; nazionale [che sarebbe dovuto decadere a ottobre 2020 lasciando il posto alla presidenza di Gantz, ndr]. Il partito arabo &egrave; in crescita, ma &egrave; marginalizzato e nessuno prende nemmeno in considerazione la possibilit&agrave; di allearsi con questa coalizione.<br />Io personalmente ho deciso di trasferirmi a Bruxelles per seguire mia moglie e il nostro bambino, perch&eacute; vivere in Israele per 7 anni con la mia famiglia &egrave; stato difficile dal punto di vista politico, economico, ideologico. Per quello che mi riguarda ho lasciato fisicamente Israele ma continuo a seguire le cause in forme diverse, lavorando e impegnandomi ogni giorno su questa questione.<br />Devo ammettere per&ograve; che molte delle persone come noi, che non credono in uno Stato ebraico, hanno la sensazione di essere state sconfitte. L'idea stessa di poter vivere insieme ai palestinesi in Israele &egrave; stata sconfitta. Non crediamo pi&ugrave; che questa situazione possa essere cambiata da dentro Israele: ad un certo punto l&rsquo;idea dello Stato ebraico cadr&agrave;, ma non sar&agrave; grazie ad attivisti israeliani o palestinesi, bens&igrave; con una pressione dall&rsquo;esterno.<br />&nbsp;<br />D: <em>Hai parlato di pressioni esterne: in che modo suggerisci di tenere acceso il dibattito internazionale sulla Palestina anche all'interno delle nostre societ&agrave;, tra le persone?</em><br />R: Credo che sia molto importante ogni lavoro fatto fuori Israele, rivolto alle istituzioni e alle persone -al governo italiano e al popolo italiano, per esempio- per alzare l'attenzione sulla situazione della colonizzazione della Palestina. So che purtroppo &egrave; difficile: la questione non &egrave; nell'agenda internazionale e non &egrave; facile portare l'attenzione dei media internazionali su questo argomento. Ma credo che ci siano ancora cose che le persone possono fare, soprattutto a partire dalle associazioni attive sui territori. La campagna del <a href="https://bdsitalia.org/" target="_blank">BDS</a>, ad esempio, &egrave; molto importante. Credo che il BDS sia cruciale: dal punto di vista politico &egrave; la giusta via da perseguire per fare pressione su Israele dall'esterno, e abbiamo visto che &egrave; molto efficace. In Israele hanno dedicato un intero ministero [il Ministero degli Affari Strategici, ndr] con cospicui finanziamenti a combattere il BDS: il governo lo ritiene una minaccia notevole.<br />Un altro aspetto importante &egrave; l'aspetto educativo e di sensibilizzazione delle campagne internazionali, che si dovrebbero basare su tre elementi fondamentali:<ol><li>la rivendicazione del diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi,</li><li>la fine all'occupazione,</li><li>la fine del regime di apartheid in Israele, dove vige una discriminazione istituzionalizzata verso tutti coloro che non sono ebrei.</li></ol> Su questi tre temi si possono costruire campagne popolari di boicottaggio, scrivendo lettere che chiedano di tagliare le relazioni e gli accordi con il governo israeliano. Non comprare prodotti israeliani o prodotti degli insediamenti, invece, sono azioni che le persone possono fare anche senza aspettare prese di posizione e decisioni da parte dei loro governi. Inoltre le persone possono informarsi sulla situazione, e provare a fare delle azioni per portare l'attenzione dei media sulla questione. Credo che siano delle grandi potenzialit&agrave; di alzare l'attenzione sull&rsquo;occupazione della Palestina.<br />&nbsp;<br />D: <em>Qual &egrave; il ruolo dell'Unione Europea? Queste campagne popolari potrebbero far pressione sull&rsquo;UE per cambiare la situazione?</em><br />R: Sicuramente! Facendo pressione sull'UE, poi questa dovr&agrave; chiedere a Israele di rendere conto delle sue azioni, pena l&rsquo;indebolimento o la cancellazione degli accordi economici. Abbiamo visto che le prese di posizione e le richieste europee sull&rsquo;annessione hanno avuto un certo impatto sul governo israeliano. Inoltre, anche la Corte Penale Internazionale [oggetto di sanzioni da parte dell&rsquo;amministrazione Trump, ndr] dovrebbe essere rafforzata, per poter processare i criminali di guerra israeliani. Le istituzioni internazionali che sono state attaccate e indebolite negli ultimi anni dovrebbero essere sostenute dall&rsquo;Europa e a livello popolare, per poter agire.<br />&nbsp;<br />D: <em>Negli scorsi mesi abbiamo visto alcune manifestazioni contro il piano di annessione di Trump. Ma cosa pensa la societ&agrave; israeliana di questo piano?</em><br />R: Credo che la maggior parte degli israeliani non sia interessata alla questione. Bibi e i coloni lo sono, mentre le persone in generale pensano che sia semplicemente un regalo da parte di Trump. Io personalmente fin dall'inizio ho pensato che sarebbe stato un piano difficile da portare fino in fondo, e infatti la direzione &egrave; quella di attuare qualcosa di simbolico per confermare lo status quo dell&rsquo;occupazione: fare degli statement, diffondere delle foto mentre in realt&agrave; continuano poco a poco le operazioni di demolizione delle case e di espulsione dei palestinesi. Cambiare sostanzialmente la situazione sul campo annettendo tutti i territori in una volta costerebbe troppo a Israele, senza contare che c'&egrave; un'opposizione abbastanza forte al piano anche da parte dell'estrema destra israeliana, e questo &egrave; problematico per il governo in termini di sostegno elettorale. I coloni infatti contestano il fatto che verrebbe annessa solo una parte della Cisgiordania e non tutta, o almeno non tutte le colonie.</div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:2px;*margin-top:4px'><a><img src="https://www.pacepergerusalemme.com/uploads/4/9/7/0/49704827/published/house-demolition-un.jpg?1605472640" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -0px; margin-bottom: 0px; text-align: center;" class="wsite-caption">Recenti demolizioni di villaggi palestinesi (foto UN)</span></span> <div class="paragraph" style="text-align:justify;display:block;"><br /><br /><br />&nbsp;<br /><br /><br /><br /><br /><br />D: <em>Una grande questione che &egrave; stata portata alla luce dal piano di annessione &egrave; quella relativa alla cittadinanza. </em><br />R: Purtroppo a livello sociale e politico i palestinesi non sono pi&ugrave; minimamente considerati come detentori di diritti di cittadinanza. Nell'area che dovrebbe essere annessa vivono decine di migliaia di palestinesi e Netanyahu ha gi&agrave; sottolineato che in caso di annessione essi non acquisiranno diritti da cittadini dello Stato d'Israele. Questo &egrave; stato dichiarato apertamente, ed &egrave; una dichiarazione da regime di apartheid. Chiaramente l'idea &egrave; quella di costringerli a lasciare le loro terre. Ci sono gi&agrave; piani per rimuovere i palestinesi dalle colline sud di Hebron e dalla Valle del Giordano, come testimoniano le demolizioni pi&ugrave; vaste degli ultimi decenni, avvenute recentemente a Khirbet Hamsa al-Fawqa con la <a href="https://english.wafa.ps/Pages/Details/120851" target="_blank">distruzione di pi&ugrave; di 70 strutture</a> e l&rsquo;espulsione di 11 famiglie con 41 bambini.<br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ad un passo dall'annessione, serve mobilitarsi per una pace giusta]]></title><link><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news/ad-un-passo-dallannessione-serve-mobilitarsi-per-una-pace-giusta]]></link><comments><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news/ad-un-passo-dallannessione-serve-mobilitarsi-per-una-pace-giusta#comments]]></comments><pubDate>Mon, 29 Jun 2020 13:09:18 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.pacepergerusalemme.com/news/ad-un-passo-dallannessione-serve-mobilitarsi-per-una-pace-giusta</guid><description><![CDATA[ L'Europa non si faccia da parte:Lettera aperta di Pace per Gerusalemme e del Forum&nbsp;Trentino per la Pace e i Diritti UmaniIl 2020 verr&agrave; di certo ricordato come un anno sconvolgente, un punto di non ritorno che ha fatto prendere coscienza all&rsquo;umanit&agrave; dei propri limiti e delle proprie fragilit&agrave;. Per alcuni, per&ograve;, quest&rsquo;anno potrebbe simboleggiare una catastrofe nella catastrofe: stiamo parlando, tra gli altri, del popolo palestinese, che in una situazio [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:right;height:400px'></span><span style='display: table;width:auto;position:relative;float:right;max-width:100%;;clear:right;margin-top:20px;*margin-top:40px'><a><img src="https://www.pacepergerusalemme.com/uploads/4/9/7/0/49704827/piano-di-pace-trump-2020-2_orig.jpg" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:1px;padding:3px; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><strong><font size="5">L'Europa non si faccia da parte:<br />Lettera aperta di Pace per Gerusalemme e del Forum&nbsp;Trentino per la Pace e i Diritti Umani</font></strong><br /><br />Il 2020 verr&agrave; di certo ricordato come un anno sconvolgente, un punto di non ritorno che ha fatto prendere coscienza all&rsquo;umanit&agrave; dei propri limiti e delle proprie fragilit&agrave;. Per alcuni, per&ograve;, quest&rsquo;anno potrebbe simboleggiare una catastrofe nella catastrofe: stiamo parlando, tra gli altri, del popolo palestinese, che in una situazione di privazione di diritti e di occupazione militare che perdura da 72 anni -ovvero dal 1948, anno della fondazione dello Stato di Israele- &egrave; stato costretto a fronteggiare allo stesso tempo la crisi sanitaria dovuta al coronavirus e l&rsquo;annuncio dell&rsquo;avvio del nuovo piano di annessione dei territori occupati.<br />Il piano, i lettori lo ricorderanno, &egrave; il culmine del lungo sodalizio politico tra il presidente israeliano Netanyahu e il suo omologo statunitense Trump, che ne ha scritto e sponsorizzato la prima versione. Non &egrave; solo lo stile e l&rsquo;ideologia ad accomunare i due personaggi, ma anche la tendenza a gestire crisi politiche interne (le lunghissime crisi di governo e i processi per corruzione di Netanyahu, le imminenti elezioni statunitensi e via dicendo) attraverso iniziative muscolari che creano consenso - o dibattito- immediati ma che a lungo andare si potrebbero rivelare estremamente destabilizzanti. &Egrave; cos&igrave; che il mondo attende, il primo luglio prossimo, il voto della Knesset, il parlamento israeliano, sulla proposta governativa di annettere unilateralmente circa il 30% della Cisgiordania. Attualmente, lo ricordiamo, a seguito degli Accordi di Oslo del 1993 la West Bank &egrave; divisa in aree a diversi gradi di controllo politico-amministrativo palestinese o israeliano.<br />Dalle diverse mappe degli scenari di annessione che sono circolate in questi mesi emerge il rischio dell&rsquo;ufficializzazione di uno status quo gi&agrave; di fatto esistente, ma molto lontano da quanto stabilito dal diritto internazionale e da quanto dovrebbe prevedere una reale soluzione di pace. Con il pretesto di collegare e annettere le numerose colonie illegali israeliane presenti in Cisgiordania, che contano circa 450mila abitanti, si andrebbe a normalizzare definitivamente la geografia a macchia di leopardo della Palestina, creando veri e propri bantustan: piccole enclave -citt&agrave; o municipalit&agrave; palestinesi - militarizzate e circondate dal muro di separazione, all&rsquo;interno delle quali vivrebbero persone senza diritto di cittadinanza n&eacute; libert&agrave; di movimento. Sono gi&agrave; oggi pi&ugrave; di 500 i checkpoint militari israeliani che ostacolano la libera circolazione dei palestinesi nel territorio assegnato loro dalle Nazioni Unite, inficiandone il diritto all&rsquo;istruzione e al lavoro. Oltre all&rsquo;appropriazione di terre, acqua e risorse naturali, preoccupa ancor di pi&ugrave; il principio secondo il quale il governo israeliano intende annettere dei territori selezionando i cittadini che vi vivono secondo una gerarchia etnica. Sono circa 65mila, ad esempio, i palestinesi residenti solo nella Valle del Giordano, ma qualora essa venisse annessa ad Israele &egrave; gi&agrave; stato dichiarato che nessun tipo di diritto di cittadinanza sarebbe loro concessa. Uno Stato che controlla territori annessi con la forza, che esercita controllo militare su di essi ma che non riconosce alcuna libert&agrave; personale, cittadinanza o partecipazione politica a chi vi &egrave; nato e vissuto, formalizza e rafforza, purtroppo, un vero e proprio sistema di discriminazione razziale che non pu&ograve; essere definito altrimenti se non come apartheid.<br />Le reazioni palestinesi a questa prospettiva sono state varie, a volte quasi rassegnate e a volte vigorose. &Egrave; il caso delle mobilitazioni del movimento Palestinian Lives Matter, che ha protestato contro l&rsquo;occupazione e contro le uccisioni indiscriminate di palestinesi dopo la morte di Iyad al-Hallaq, un ragazzo autistico a cui la polizia israeliana ha sparato a sangue freddo perch&eacute; lui, spaventato, non ha risposto ad un controllo di sicurezza. Rappresentano un bel segnale anche le manifestazioni di cittadini israeliani che, a Tel Aviv come in altre citt&agrave;, sono scesi in piazza per ribadire il loro rifiuto del rafforzamento dell&rsquo;occupazione e il loro desiderio di una pace giusta. A onor del vero, per&ograve;, va sottolineato che queste posizioni sono attualmente estremamente minoritarie in Israele e la deriva in senso identitario, sovranista ed etnicista dello Stato e del governo appare sempre pi&ugrave; consolidata. Anzi, c&rsquo;&egrave; di pi&ugrave;: parrebbe che se, allo scadere del primo luglio, gli scenari di annessione pi&ugrave; vasti non si verificheranno (in favore di atti pi&ugrave; simbolici e ridimensionati di riconoscimento di alcune colonie, comunque illegittime per il diritto internazionale), non sar&agrave; grazie alle proteste degli israeliani democratici, ma a causa proprio dei nazionalisti ebrei di estrema destra, che rifiutano ogni compromesso e piano che preveda un riconoscimento, implicito o esplicito, di qualsiasi sovranit&agrave; ai palestinesi.<br />La impasse nella quale Israele &egrave; caduta da decenni, che consiste nel non voler scendere a compromessi n&eacute; con s&eacute; stessa n&eacute; con altri in termini di sovranit&agrave; territoriale e nella definizione etnica di Stato Ebraico, &egrave; sempre pi&ugrave; evidentemente la causa di una pericolosa stagnazione del processo di pace, che potrebbe tradursi a brevissimo nel suo definitivo fallimento. &Egrave; per questo che la situazione israelo-palestinese continua a riguardarci, oggi pi&ugrave; che mai, non solo come &ldquo;questione morale dei nostri tempi&rdquo;, come la definiva Nelson Mandela, ma anche a causa delle ripercussioni per la pace e l&rsquo;equilibrio mondiale delle politiche autocratiche delle grandi potenze coinvolte -Israele e USA in prima linea, ma anche i paesi arabi, la Russia e l&rsquo;Iran sullo sfondo. Non &egrave; un segreto che Trump, Netanyahu, Putin e non solo osteggino apertamente ogni forma di multilateralismo, indebolendo le istituzioni internazionali e prediligendo azioni politiche bilaterali o addirittura completamente autonome. Ne sono una prova le recenti sanzioni promulgate dall&rsquo;amministrazione Trump nei confronti della Corte Penale Internazionale dell&rsquo;Aja che sta indagando sui crimini di guerra statunitensi in Afghanistan: un gesto gravissimo ma tutto sommato coerente, dato che alla Corte gli USA e Israele non hanno mai aderito, non accettando di dover sottostare a leggi o indagini di istituzioni sovranazionali nate per garantire giustizia e rispetto dei diritti umani. Il ruolo dell&rsquo;Europa, e in definitiva di noi comuni cittadini, &egrave; in questa prospettiva sempre pi&ugrave; cruciale: se pochi ma influenti paesi tentano di delegittimare gli sforzi internazionali per la pace, la giustizia e la lotta ai cambiamenti climatici, &egrave; evidente che l&rsquo;Unione Europea deve impegnarsi con determinazione e coraggio ad assumere la guida di queste sfide fondamentali per il futuro dell&rsquo;umanit&agrave;. Ogni riflessione, mobilitazione e pressione dal basso da parte dei cittadini pu&ograve; fare la differenza, come nel caso degli appelli che gi&agrave; a maggio hanno spinto 70 parlamentari italiani a chiedere al Governo italiano di impegnarsi a condannare e scongiurare l&rsquo;eventualit&agrave; dell&rsquo;annessione. Sperando che non sia troppo tardi, continuiamo a sensibilizzarci e a costruire percorsi di pace possibili.<br /><br />Associazione Pace per Gerusalemme<br /><a href="http://www.forumpace.it/" target="_blank">Forumpace Trentino</a><br />&nbsp;<br /><br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricordiamo la Nakba]]></title><link><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news/ricordiamo-la-nakba]]></link><comments><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news/ricordiamo-la-nakba#comments]]></comments><pubDate>Fri, 15 May 2020 15:15:42 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.pacepergerusalemme.com/news/ricordiamo-la-nakba</guid><description><![CDATA[       Oggi, 15 maggio, ricordiamo la Nakba ("catastrofe" in arabo). 72 anni fa centinaia di migliaia di palestinesi furuono costretti a lasciare le loro case e a non potervi fare pi&ugrave; ritorno, diventando profughi. Molti di loro hanno trasmesso questa condizione ai loro discendenti, profughi da generazioni e costretti a vivere nei campi. Handala &egrave; uno di loro. Questo bimbo di 10 anni esce dalla penna di Naji al-Ali, disegnatore palestinese, che decide di rappresentarlo scalzo, pover [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.pacepergerusalemme.com/uploads/4/9/7/0/49704827/handala-e-kefya-post-2_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">Oggi, 15 maggio, ricordiamo la Nakba ("catastrofe" in arabo). 72 anni fa centinaia di migliaia di palestinesi furuono costretti a lasciare le loro case e a non potervi fare pi&ugrave; ritorno, diventando profughi. Molti di loro hanno trasmesso questa condizione ai loro discendenti, profughi da generazioni e costretti a vivere nei campi. Handala &egrave; uno di loro. Questo bimbo di 10 anni esce dalla penna di Naji al-Ali, disegnatore palestinese, che decide di rappresentarlo scalzo, povero, sempre girato con le mani dietro la schiena, come segno di dissenso verso accordi politici ingiusti. Naji al-Ali dichiar&ograve; che Handala avrebbe mostrato il suo volto solo quando sarebbe potuto tornare in Palestina. Purtroppo l'artista mor&igrave; assassinato dal Mossad a Londra. Questa giornata segna l'inizio della tragedia di un popolo, ma abbiamo la speranza che un giorno Handala si possa girare e sorriderci.<br /></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Aggiornamenti dalla raccolta fondi per materiale sanitario a Gaza]]></title><link><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news/aggiornamenti-dalla-raccolta-fondi-per-materiale-sanitario-a-gaza]]></link><comments><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news/aggiornamenti-dalla-raccolta-fondi-per-materiale-sanitario-a-gaza#comments]]></comments><pubDate>Mon, 20 Apr 2020 13:33:33 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.pacepergerusalemme.com/news/aggiornamenti-dalla-raccolta-fondi-per-materiale-sanitario-a-gaza</guid><description><![CDATA[Pubblichiamo di seguito l'email che abbiamo ricevuto da Patrizia Cecconi, che ha promosso il progetto che vi abbiamo presentato nel precedente post. Ci aggiorna sull'esito della campagna di raccolta fondi e sulla situazione legata all'emergenza Covid a Gaza. Ogni piccolo contributo &egrave; importante perch&egrave; pu&ograve; fare la differenza. "Care e cari che avete contribuito alla raccolta fondi per il progetto "Mascherine per Gaza", con questa mail vi forniamo gli aggiornamenti circa il pro [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph">Pubblichiamo di seguito l'email che abbiamo ricevuto da Patrizia Cecconi, che ha promosso il progetto che vi abbiamo presentato nel precedente post. Ci aggiorna sull'esito della campagna di raccolta fondi e sulla situazione legata all'emergenza Covid a Gaza. Ogni piccolo contributo &egrave; importante perch&egrave; pu&ograve; fare la differenza. <br /><br />"Care e cari che avete contribuito alla raccolta fondi per il progetto "Mascherine per Gaza", con questa mail vi forniamo gli aggiornamenti circa il progetto&nbsp;e l'attuale situazione a Gaza.<br />&nbsp;<strong><br />1)</strong> L'obiettivo dei 7.000 euro &egrave; stato raggiunto e superato grazie a tutte e tutti voi.<br /><strong>2)</strong> Molte persone che non conosciamo hanno contribuito&nbsp;mostrando fiducia nei nostri confronti e, cosa pi&ugrave; importante, solidariet&agrave; col popolo di Gaza. Grazie di cuore.<br /><strong>3)</strong> Le mascherine hanno gi&agrave; raggiunto diverse centinaia di persone e nei prossimi giorni la consegna sar&agrave; completata. Idem saponi e igienizzanti.<br /><strong>4)</strong>&nbsp;Stiamo inviando i bonifici giorno per giorno in concomitanza con la produzione e distribuzione del materiale.<br /><strong>5)&nbsp;D</strong>apprima ci erano stati chiesti i saponi ma poi, per la situazione particolare in cui si vive a Gaza ci &egrave; stato chiesto se al posto del sapone potevano avere i liquidi igienizzanti e se potevamo fornirgli anche i guanti sanitari. Abbiamo accolto la loro richiesta e se dovremo mandare qualche centinaio di euro in pi&ugrave; potremo farlo perch&eacute; la raccolta &egrave; andata molto bene.<br /><strong>6)</strong>&nbsp;Nei prossimi giorni avremo la lista completa dei beneficiari e altre foto - discrete - del momento della distribuzione. Ho chiesto di non porre nessuno sotto l'obiettivo per essere fotografato come se dovesse dirci grazie, ma di inviarci solo immagini&nbsp;che documentino la distribuzione.&nbsp;<br /><strong>7)</strong>&nbsp; Le foto che vi allego sono quelle del laboratorio Maraky edi alcuni beneficiari delle prime mascherine. Alcune scattate oggi e altre nei giorni&nbsp;scorsi. Non volevamo che mettessero il logo dell'associazione sui pacchi ma ci hanno risposto che &egrave; un modo per garantire il buon esito del finanziamento e non potevano farne a meno.&nbsp; Inoltre il nostro referente (Sami Abuomar) ci ha scritto che le mascherine non si trovano e quindi molti, compresi i panificatori che vedete in foto, lavoravano senza.<br />La cosa ci sembra strana perch&eacute; avevamo letto su qualche giornale mainstream di altre sartorie che stavano virando la propria produzione verso camici, tute e mascherine. Forse non si trovavano a prezzi accettabili, non sappiamo, ma&nbsp; comunque siamo contenti di aver potuto fare una piccola cosa positiva grazie alla ditta Maraky che ci ha venduto le mascherine al costo equivalente a circa 25 centesimi di euro.<br /><strong>8) </strong>vi copio il link ad un articolo in cui potrete leggere la storia di Soad, la fondatrice della Maraky company. Una storia molto simile, purtroppo, a quella&nbsp;&nbsp;di altre palestinesi rimaste vedove giovanissime, come lei, per mano israeliana. Soad&nbsp;non si &egrave; arresa e, paradossalmente, proprio questo virus killer&nbsp; ha dato a noi la possibilit&agrave; di conoscerla e di darle una mano.&nbsp;<br />Qui trovate la sua storia <a href="https://www.pressenza.com/it/2020/04/gaza-lei-si-chiama-soad-e-produce-mascherine/" target="_blank">https://www.pressenza.com/it/2020/04/gaza-lei-si-chiama-soad-e-produce-mascherine/</a><br /><strong>9) </strong>il contagio a Gaza sta crescendo ma limitatamente. Le persone poste in quarantena cautelativa sono molte, al momento sono pi&ugrave; di mille, ma ad oggi di infettati ce ne sono stati 13, di questi ne sono guariti 8 e sono stati dimessi dagli ospedali e mandati in quarantena cautelativa. Altri 5 sono ancora in ospedale ma ci dicono che non hanno sviluppato la malattia in modo grave. Se si riesce a contenere il contagio significa non far scoppiare gli ospedali e poter curare adeguatamente quelli che ne hanno bisogno. Consideriamo che in tutta la Striscia ci sono - per due milioni di abitanti - solo 87 posti di terapia intensiva. Non va meglio in Cisgiordania dove ce ne sono 217 e molti pi&ugrave; infettati. Possiamo solo sperare che anche l&igrave; in contagio si fermi. <br /><br />Veniamo ora alla raccolta fondi.<br />La cifra raccolta grazie a voi che ci leggete e alle altre e altri donors di cui purtroppo abbiamo solo il nome nell'accredito bancario, al momento ha raggiunto <strong>9.075 euro </strong>e, date le numerose richieste che ci arrivano da Gaza, stiamo decidendo di usare le eccedenze nel modo seguente:&nbsp;<br />&nbsp;<br /><strong>a) </strong>una parte in solidariet&agrave; con altre associazioni e precisamente:&nbsp;<strong>Gazzella</strong>, rispondendo all'appello per acquisto medicinali e altro materiale sanitario, e <strong>NWRG-newweapons&nbsp;research group</strong>,&nbsp;per finanziare l'acquisto di un ecografo per il reparto maternit&agrave; dello Shifa Hospital di Gaza city.&nbsp;<br /><strong>b) </strong>una parte pi&ugrave; consistente, orientativamente intorno ai 1.600 euro, per&nbsp; l'acquisto di beni alimentari di produzione locale (<strong>sostenendo in tal modo i piccoli agricoltori&nbsp;gazawi</strong>) secondo il progetto presentatoci dall'associazione <strong>Herak Youth Center</strong> di Al Zawaida (vicino Nusseirat al centro della Striscia)&nbsp;che conosciamo bene e di cui apprezziamo, oltre alla seriet&agrave; e alle competenze, la qualit&agrave; del lavoro che portano avanti con i bambini. Di quanto acquistato e distribuito, sempre alle famiglie maggiormente svantaggiate, avremo adeguata documentazione. Se volete saperne di pi&ugrave; circa l'associazione Herak potete andare qui:&nbsp;<a href="http://www.herak-youth.org/" target="_blank">http://www.herak-youth.org/</a><br />&nbsp;<br />Per il momento &egrave; tutto, spero di essere stata esaustiva e di non aver dimenticato niente e questo significa che il prossimo aggiornamento non superer&agrave; le tre righe ;)&nbsp;<br />Vi auguro delle buone giornate, vi ringrazio a nome dei destinatari oltre che della nostra associazione e resto a disposizione per qualunque chiarimento.<br />&nbsp;<br />Patrizia Cecconi"<br /></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.pacepergerusalemme.com/uploads/4/9/7/0/49704827/4-tuta-anti-virus_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.pacepergerusalemme.com/uploads/4/9/7/0/49704827/5-confezionamento-mascherine_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.pacepergerusalemme.com/uploads/4/9/7/0/49704827/6-mask-guanti-e-norme-igieniche_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.pacepergerusalemme.com/uploads/4/9/7/0/49704827/7-consegna_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.pacepergerusalemme.com/uploads/4/9/7/0/49704827/8-inizio-distribuzione_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.pacepergerusalemme.com/uploads/4/9/7/0/49704827/9-consegna-ai-cuochi_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.pacepergerusalemme.com/uploads/4/9/7/0/49704827/11-fornai-2_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Racccolta fondi per materiale sanitario a Gaza]]></title><link><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news/racccolta-fondi-per-materiale-sanitario-a-gaza]]></link><comments><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news/racccolta-fondi-per-materiale-sanitario-a-gaza#comments]]></comments><pubDate>Fri, 03 Apr 2020 15:43:04 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.pacepergerusalemme.com/news/racccolta-fondi-per-materiale-sanitario-a-gaza</guid><description><![CDATA[ Siamo stati di parola. Per dare concretamente seguito al nostro appello a non lasciare solo il popolo palestinese durante la pandemia, siamo stati felici di aderire alla raccolta fondi straordinaria lanciata dall&rsquo;Associazione Oltre il Mare. Il progetto si propone di dotare, in tempi rapidi, le famiglie pi&ugrave; indigenti di Gaza di materiale sanitario di base, ovvero mascherine, saponi e igienizzanti. Anche in questa situazione di emergenza &egrave; importante sostenere l&rsquo;economia [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<span class='imgPusher' style='float:left;height:0px'></span><span style='display: table;width:625px;position:relative;float:left;max-width:100%;;clear:left;margin-top:6px;*margin-top:12px'><a><img src="https://www.pacepergerusalemme.com/uploads/4/9/7/0/49704827/published/soad-kalub.jpg?1585929266" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; margin-right: 10px; border-width:0; max-width:100%" alt="Foto" class="galleryImageBorder wsite-image" /></a><span style="display: table-caption; caption-side: bottom; font-size: 90%; margin-top: -10px; margin-bottom: 10px; text-align: center;" class="wsite-caption"></span></span> <div class="paragraph" style="display:block;"><br /><font>Siamo stati di parola. Per dare concretamente seguito al nostro appello a non lasciare solo il popolo palestinese durante la pandemia, siamo stati felici di aderire alla raccolta fondi straordinaria lanciata dall&rsquo;<u>Associazione Oltre il Mare</u>. </font><br /><font>Il progetto si propone di dotare, in tempi rapidi, le famiglie pi&ugrave; indigenti di Gaza di materiale sanitario di base, ovvero mascherine, saponi e igienizzanti. </font><br /><font>Anche in questa situazione di emergenza &egrave; importante sostenere l&rsquo;economia locale. La scelta dell&rsquo;Associazione Oltre il Mare non &egrave; quindi quella di far arrivare il materiale sanitario dall&rsquo;estero, anche perch&eacute; la consegna sarebbe probabilmente impedita dal governo israeliano, ma al contrario di finanziarne la produzione in fabbriche e stabilimenti della Striscia di Gaza. </font><br /><br /><font>Quella che vedete in foto &egrave; <strong>Soad Kalub</strong>, che dirige l&rsquo;azienda artigianale Maraky, una delle poche sartorie specializzate nella produzione di camici, tute ospedaliere, mascherine chirurgiche e simili. Nonostante la distruzione della sua precedente azienda durante un bombardamento, Soad continua a portare avanti la sua attivit&agrave;, garandendo emancipazione economica ad un gruppo di donne.</font><br /><br /><font>Alleghiamo la scheda del progetto, certi che anche voi vogliate far sentire la vostra vicinanza alla Palestina.</font><br /><br /><font>PER SOSTENERE IL PROGETTO VI INVITIAMO A FARE UN BONIFICO BANCARIO NEL C/C INTESTATO A:<br /><br /><strong>Associazione Oltre il Mare</strong><br />presso Banca del Fucino<br />codice Iban:<strong> IT83 N031 2403 2170 0000 0233 534 </strong><br />CAUSALE OBBLIGATORIA: <strong>progetto mascherine per Gaza</strong></font><br /><br /></div> <hr style="width:100%;clear:both;visibility:hidden;"></hr>  <div><div style="margin: 10px 0 0 -10px"> <a title="Scarica il file: progetto_materiale_sanitario_per_gaza.pdf" href="https://www.pacepergerusalemme.com/uploads/4/9/7/0/49704827/progetto_materiale_sanitario_per_gaza.pdf"><img src="//www.weebly.com/weebly/images/file_icons/pdf.png" width="36" height="36" style="float: left; position: relative; left: 0px; top: 0px; margin: 0 15px 15px 0; border: 0;" /></a><div style="float: left; text-align: left; position: relative;"><table style="font-size: 12px; font-family: tahoma; line-height: .9;"><tr><td colspan="2"><b> progetto_materiale_sanitario_per_gaza.pdf</b></td></tr><tr style="display: none;"><td>File Size:  </td><td>313 kb</td></tr><tr style="display: none;"><td>File Type:  </td><td> pdf</td></tr></table><a title="Scarica il file: progetto_materiale_sanitario_per_gaza.pdf" href="https://www.pacepergerusalemme.com/uploads/4/9/7/0/49704827/progetto_materiale_sanitario_per_gaza.pdf" style="font-weight: bold;">Scarica file</a></div> </div>  <hr style="clear: both; width: 100%; visibility: hidden"></hr></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il coronavirus in Palestina, tra tragedie e ingiustizie]]></title><link><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news/il-coronavirus-in-palestina-tra-tragedie-e-ingiustizie]]></link><comments><![CDATA[https://www.pacepergerusalemme.com/news/il-coronavirus-in-palestina-tra-tragedie-e-ingiustizie#comments]]></comments><pubDate>Thu, 26 Mar 2020 23:00:00 GMT</pubDate><category><![CDATA[Uncategorized]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.pacepergerusalemme.com/news/il-coronavirus-in-palestina-tra-tragedie-e-ingiustizie</guid><description><![CDATA[In questi giorni la nostra associazione, molto colpita dalla solidariet&agrave; del popolo palestinese verso l'Italia, ha deciso di inviare questa lettera agli organi di informazione. Vogliamo condividerla con voi.In questi giorni cos&igrave; difficili per l&rsquo;Italia sembra quasi impossibile potersi immedesimare in chi si trover&agrave; ad affrontare l&rsquo;epidemia in una situazione umanitaria e sanitaria gi&agrave; allo stremo. Eppure, le preoccupazioni di chi come noi ha contatti e amici [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph"><em>In questi giorni la nostra associazione, molto colpita dalla solidariet&agrave; del popolo palestinese verso l'Italia, ha deciso di inviare questa lettera agli organi di informazione. Vogliamo condividerla con voi.</em><br /><br />In questi giorni cos&igrave; difficili per l&rsquo;Italia sembra quasi impossibile potersi immedesimare in chi si trover&agrave; ad affrontare l&rsquo;epidemia in una situazione umanitaria e sanitaria gi&agrave; allo stremo. Eppure, le preoccupazioni di chi come noi ha contatti e amicizie in paesi martoriati dalle guerre e dalla povert&agrave; sono pi&ugrave; alte di sempre, ma &egrave; vero anche il contrario.<br />Noi di Pace per Gerusalemme, come molti altri in Italia, abbiamo ricevuto dalla Palestina, nelle scorse settimane, decine di messaggi, email e video di solidariet&agrave; e vicinanza al nostro Paese. Il popolo palestinese, pur nelle sue difficolt&agrave;, non si &egrave; dimenticato di noi e del nostro impegno solidale, restituendoci riconoscenza, calore e una reale vicinanza umana, tutt&rsquo;altro che formale.<br />Ora che il virus &egrave; diventato pandemia, sta a noi non voltarci dall&rsquo;altra parte. La Cisgiordania e Gaza, gi&agrave; vessate dalle difficili condizioni economiche, appaiono fragili di fronte ai primi contagi, e a questo si sommano i drammi dell&rsquo;occupazione israeliana. L'esercito israeliano controlla tutti gli ingressi alle citt&agrave; palestinesi e le principali strade della Cisgiordania, impedendo il movimento tra le citt&agrave; e verso i centri ospedalieri. Michael Lynk, rappresentante speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani per la Palestina, ha lanciato un allarme per la situazione sanitaria e umanitari per i quasi 2 milioni di abitanti della Striscia di Gaza, gi&agrave; priva di medicinali e di attrezzature. L&rsquo;UNRWA, l&rsquo;agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, ha dovuto sospendere a data da destinarsi le forniture alimentari di sussistenza e altri servizi fondamentali.<br />Oltre a questo, purtroppo, non si fermano gli abusi, le violenze e le gravi violazioni dei diritti umani da parte di Israele. La ong israeliana B&rsquo;tselem ha segnalato che il 26 marzo, nella comunit&agrave; palestinese di Khirbet Ibziq nella Valle del Giordano, i funzionari civili e i militari israeliani hanno confiscato e distrutto tende, un generatore di corrente e altri materiali per costruire cliniche da campo e strutture per l&rsquo;emergenza coronavirus. Mentre non si fermano le demolizioni di case e le politiche di annessione illegale delle terre palestinesi, l&rsquo;impedire iniziative di primo soccorso durante una cos&igrave; grave pandemia si configura come un atto particolarmente disumano.<br />L&rsquo;associazione Pace per Gerusalemme, nell&rsquo;augurare all&rsquo;Italia una pronta uscita da questa crisi, fa appello al senso di giustizia e di solidariet&agrave; degli italiani, affinch&eacute; anche in questo grave momento non si perda la propria umanit&agrave;.<br />Chiediamo perci&ograve; alle istituzioni politiche italiane, nazionali e locali, di attivarsi con gesti di solidariet&agrave; concreta ed anche di fare pressione sul governo di Israele affinch&eacute;, a cominciare da questo delicato momento, inizi una politica giusta e solidale nei riguardi del popolo palestinese, cooperi con esso nella battaglia al covid 19 fornendo strutture e materiali per la protezione individuale e la cura degli ammalati. Israele, secondo il diritto internazionale, deve garantire alla popolazione palestinese l&rsquo;accesso ad ospedali a chi ne ha bisogno.<br />Andr&agrave; tutto bene se tutte e tutti avremo la possibilit&agrave; di proteggerci e curarci, in Italia come nel resto del mondo. Restiamo umani.<br /></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>